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Fronte del Dissenso Campania

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Channel NameFronte del Dissenso Campania
Username@frontedeldissensocampania
CategoryPolítica
Languageespañol
CountryEspaña
Miembros22
Channel TypePublic Channel
Created27 abr 2026
Last Updated17 oct 2026 • hace 5 días
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Fronte del Dissenso Campania

15 sept 2026, 14:15

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⚡️️Commento dell'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov in merito all’incontro tenutosi a Milano con il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Matteo Salvini e i rappresentanti delle aziende italiane che continuano a operare in Russia
(15 settembre 2026)

Vediamo che una parte sempre più ampia dell’opinione pubblica dei Paesi dell’Europa occidentale, Italia compresa, s’interroga su quanto l’attuale linea antirussa dei rispettivi governi risponda effettivamente agli interessi degli Stati coinvolti e delle loro popolazioni. Sempre più spesso lo stesso interrogativo sorge negli ambienti imprenditoriali italiani. Per esperienza diretta, gli imprenditori vedono quanto si siano ridotte le loro opportunità da quando l’Unione Europea ha, de facto, dichiarato alla Russia una guerra ibrida, di cui le sanzioni antirusse costituiscono uno dei principali strumenti.

La loro applicazione ha portato alla cessazione pressoché totale della cooperazione energetica tra Russia e Italia, arrecando grave danno agli scambi commerciali bilaterali, il cui volume si è ridotto di quasi dieci volte. Non pare possibile, nel bilancio energetico italiano, sostituire i volumi di risorse energetiche a prezzi accessibili che prima giungevano dalla Russia. Né si riescono a individuare in tempi rapidi e con efficacia nuovi sbocchi per le tradizionali esportazioni italiane.

Fino a pochissimo tempo fa, a causa della rigida linea proscrittiva adottata dal Governo italiano, un dibattito aperto su questo tema era di fatto assente e la questione veniva sollevata solo occasionalmente da alcuni canali d’informazione settoriali o di opposizione. Oggi possiamo constatare che il tema dei rapporti con la Russia, nonché le conseguenze per l’economia italiana della linea antirussa di Roma sono sempre più spesso oggetto di ampio dibattito pubblico tra gli imprenditori e i rappresentanti di diverse forze e movimenti politici sia all’interno della coalizione di Governo, sia nelle file dell’opposizione.

Sembra dunque che l’Italia stia cominciando a riprendersi e a rendersi conto di aver pagato un prezzo smisuratamente alto per partecipare alla politica antirussa di Bruxelles. Si fa sempre più strada la consapevolezza che la linea intrapresa sia stata un errore e che sarebbe opportuno cominciare a riflettere sulle modalità per ripristinare e rilanciare i rapporti economici con la Russia, avventatamente interrotti.

L’incontro a Milano tra gli imprenditori italiani e il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini testimonia proprio l’incipit di un ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso. Auspico che le valutazioni espresse in questa sede vengano portate all’attenzione degli altri vertici del Governo italiano e dei Ministri competenti.
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03 sept 2026, 21:21

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⚡️Dichiarazione ai media di Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa, al termine della conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump (19 maggio 2025)

Vladimir Putin, al termine della conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, ha rilasciato una dichiarazione ai rappresentanti dei media:

💬Vladimir Putin: Buona sera,
i colleghi mi hanno chiesto di dire alcune parole sugli esiti della conversazione telefonica che ho avuto col Presidente degli Stati Uniti.

La conversazione, effettivamente, ha avuto luogo ed è durata più di due ore. Vorrei ribadire che è stata molto densa e assai franca. Nel complesso, pertanto, è stata, a mio avviso, molto utile.

Per prima cosa, ho ringraziato il Presidente degli Stati Uniti per il sostegno da parte degli USA nella ripresa dei negoziati diretti tra Russia e Ucraina per concludere un possibile accordo di pace, per rinnovare i colloqui che, come noto, erano stati interrotti, ancora nel 2022, da parte ucraina.

Il Presidente degli Stati Uniti ha espresso la propria posizione riguardo alla cessazione delle ostilità, al cessate il fuoco e, da parte mia, ho anche sottolineato che la Russia è favorevole a una risoluzione pacifica della crisi ucraina. Dobbiamo semplicemente determinare i percorsi più efficaci per giungere alla pace.

Abbiamo concordato col Presidente degli Stati Uniti che la Russia, disponibile a lavorare con la parte ucraina, proporrà un memorandum relativo a un potenziale accordo di pace futuro, definendone una serie di elementi, come, ad esempio i princìpi regolatori, le tempistiche di una possibile stipula dell’accordo di pace, e così via, incluso un possibile cessate il fuoco per un periodo di tempo stabilito, nel caso vengano raggiunti accordi adeguati.

A tal proposito, i contatti tra coloro che hanno partecipato all’incontro e ai negoziati di Istanbul si sono rinnovati, e ciò ci dà motivo di ritenere che, nel complesso, ci troviamo sulla giusta strada.

Desidero sottolineare nuovamente che la conversazione è stata molto costruttiva e la valuto positivamente. La questione, naturalmente, è che entrambe le parti, quella russa e quella ucraina, dimostrino il massimo anelito alla pace e trovino compromessi che soddisfino tutte le parti.

Voglio rilevare, inoltre, che, complessivamente, la posizione della Russia è chiara: per noi è fondamentale eliminare le cause che hanno provocato la crisi.

Se sarà necessario precisare qualcosa, il portavoce Peskov e il mio assistente, Signor Ushakov, chiariranno successivamente ulteriori dettagli delle trattative telefoniche avvenute oggi tra il Presidente Trump e me.
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🎙 Sull'intervento di Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, alla conferenza stampa congiunta con Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, al termine dei colloqui
(Mosca, 25 agosto 2026)

Punti chiave:

• Abbiamo constatato con soddisfazione che, nonostante i profondi cambiamenti intervenuti nel frattempo nel contesto geopolitico, i rapporti tra Federazione Russa e Vaticano sono stabilmente improntati alla fiducia, all’amicizia e al pragmatismo.

• Abbiamo informato S.E. Mons. Paul Richard Gallagher della disponibilità da parte russa a riprendere la prassi sia delle consultazioni politiche generali a livello di Vice Ministri degli Esteri, sia di quelle mirate, su questioni specifiche, tra esperti dei rispettivi Ministeri degli Esteri.

• Vorrei esprimere gratitudine alla Santa Sede per il rispetto dimostrato nei confronti della memoria dei soldati sovietici caduti nella lotta contro il nazismo e degli enormi sacrifici sostenuti dal nostro popolo multietnico. Ciò assume particolare rilevanza sullo sfondo dei sempre più frequenti tentativi, in Europa, di rivedere gli esiti della Seconda guerra mondiale e di falsificarne la storia.

• Abbiamo parlato anche del modo in cui in Ucraina vengono trattati i mezzi d'informazione di massa, la lingua russa, l’istruzione in lingua russa e, più in generale, la cultura russa. Si tratta dell’unico Paese in cui abbiano vietato una lingua: non esiste nulla di simile in nessun’altra parte del mondo.

• Contiamo sul fatto che, nei contatti con la controparte ucraina, i nostri colleghi del Vaticano richiamino l’attenzione anche su queste questioni, così come sulle azioni del regime di Kiev che, attraverso misure legislative, sta si muove verso la soppressione della Chiesa Ortodossa Ucraina Canonica.

• Abbiamo discusso approfonditamente delle tendenze nell'ambito dell’intelligenza artificiale, compreso il suo impiego in campo militare. Le nostre posizioni coincidono. Abbiamo convenuto di continuare ad approfondire la questione concretamente, a livello di esperti, e di coordinare le nostre azioni in occasione degli eventi internazionali dedicati all'argomento.
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Gentile Andrea Pirlo,

purtroppo non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerci personalmente. Tuttavia, come accade a milioni di appassionati di sport in tutto il mondo, conosco bene i Suoi gol, quelli che hanno contribuito a renderLa una stella e una leggenda del calcio internazionale.

Fino a poco tempo fa, invece, ignoravo il fatto che Lei fosse, in un certo senso, un mio collega: infatti, a quanto riporta la stampa italiana, Lei ricopre il ruolo di “Ambasciatore della società russa Fonbet”. In un periodo storico in cui la diplomazia attraversa una profonda crisi, poter contare su una personalità come la Sua nel ruolo di ambasciatore rappresenta senza dubbio un onore per qualsiasi Paese o società.

Rattrista constatare che, nonostante il Suo contributo straordinario allo sport mondiale e all’immagine dell’Italia nel mondo, proprio nel Suo Paese, Lei sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito "pseudo-democratico"; sorte, peraltro, già toccata, negli ultimi anni, a migliaia di sportivi, di direttori d’orchestra, di musicisti, di artisti e registi russi. Certo le mie parole non cambieranno nulla, ma desidero esprimerLe la nostra sincera e umana solidarietà.

E questo, nonostante il fatto che la Nazionale Italiana che Lei avrebbe potuto allenare, e che forse un giorno allenerà, nei futuri Campionati Europei e Mondiali, possa costituire un avversario di assoluto livello per la Nazionale Russa.
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🎙️Dall’intervento di Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, al ricevimento ufficiale in occasione della Giornata della Russia
(10 giugno 2026, Villa Abamelek)

Punti chiave:

• Vorrei rivolgere un caloroso benvenuto ai connazionali russi qui presenti. Come recita il proverbio, «in terra straniera, reca gioia persino un corvo del proprio Paese». Indipendentemente da dove ci troviamo, noi tutti – russi, tatari, ceceni, baschiri, ebrei, buriati e così via – avvertiamo un profondo senso di appartenenza al nostro Paese, partecipiamo alle diverse iniziative legate alla Russia, a cui sono legati i nostri pensieri e con cui manteniamo un legame intimo. È anche e soprattutto grazie a Voi se, in Italia,la nostra lingua mantiene la sua popolarità: il russo viene infatti studiato in 113 scuole e 34 università, oltre che presso numerosi corsi e centri di formazione.

• Siamo davvero lieti di vedere qui oggi i nostri numerosi amici italiani, che rappresentano i più disparati ambiti delle attività pubbliche, politiche, economiche, scientifiche, educative, giornalistiche e culturali. Grazie a voi, l’ago del barometro delle relazioni italo-russe non è slittato definitivamente verso la “tempesta totale”. Non posso non menzionare il grande contributo che – nel preservare i contatti umani e interpersonali – offrono i Consoli Onorari della Russia a Napoli, Bari, Pisa, Ancona, Venezia e Udine: sono tutti cittadini italiani che restano convinti sostenitori della normalizzazione e del ripristino di relazioni costruttive tra Russia e Italia.

• Alla Russia è estranea la logica da “fortezza assediata” e il Paese rimane aperto al mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche coi Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessidel nostro Paese.

• Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale odierno, che si tratti dell’Europa dell’Est, del Medio Oriente o dell’Africa. Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l’esatto opposto.
È stata proprio la NATO che, a partire dalla metà degli anni Novanta, ha spinto con insistenza, senza alcuna giustificazione, i propri confini verso Est: ha proceduto all’assimilazione politico-militare dei Paesi dell’Europa Orientale e degli Stati che un tempo facevano parte dell’URSS, impegnandosi a tramare, nei confronti della Russia attuale, minacce reali е non immaginarie. In siffatta situazione, a Mosca non restava, né resta oggi altra via d’uscita, se non quella di prendere in mano il proprio destino e di difendere in maniera autonoma i propri interessi nazionali.

🔗 Il testo completo
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Appello per la pace,per  l'equilibrio energetico e per Salerno

Gli  sviluppi  recenti  della crisi internazionale mostrano  che  il  vero modo  in cui  l'Occidente  collettivo  può mantenere  la  propria  egemonia  è la guerra, e ciò  contemporaneamente  su  più fronti. Occorre per  l'Italia, a  partire dalle amministrazioni  locali,  una  nuova  classe  dirigente all'altezza  di un momento  tanto  drammatico  e non  una  mediocre  compagnia  di teatranti al  servizio  di  più padroni, che  sarà  inevitabilmente  spazzata   via  dalla Storia.  Tutto  quanto  sta  accadendo, dall'Ucraina, all'Iran e a Gaza  è frutto  dell'imperialismo planetario destabilizzante  americano  e dell'espansionismo   sionista in Medio  Oriente a danno  degli Stati europei e dell'Italia. 
Come  cittadini riuniti  in una  pubblica  assemblea  per  comprendere  le  autentiche cause  del conflitto  con l'Iran e  valutare  le  sue  inevitabili  conseguenze, formuliamo  delle  considerazioni  e  proposte che  chi siederà  nel prossimo Consiglio  comunale, sia dai banchi della  maggioranza che  dell'opposizione dovrà inoltrare  al Governo  a nome  della popolazione del capoluogo e della provincia  di Salerno. In ciò consiste  una  possibile  alternativa  alle conseguenze  della guerra:  1) Niente  più armi  e soldi  all'Ucraina  'E fuori di ogni logica, con un razionamento energetico in arrivo, regalare  90  miliardi  al regime  nazifascista di   Kiev.  Contestualizzazione,   delle cause  geopolitiche, economiche  e strategiche  del conflitto in atto   mediante  adeguate iniziative con studiosi  di  vaglia  senza  posizioni  pregiudizievoli. 2) Togliere  le  sanzioni  alla Russia e riacquistare  il gas russo, data  la nuova emergenza  bellica e la distruzione  degli impianti  di produzione  del GPL   nel Golfo persico. 3) Trattative dirette  con l'Iran senza  intermediazione  dell'UE, che  è  la  principale  causa dell'impoverimento  sociale  del nostro Paese dall'adozione  dell'euro  in poi. 4) Rinazionalizzazione  di ENI ed ENEL, che  rimangono le  principali  aziende di Stato. 5) Abolizione  della  Borsa elettrica in modo  da ottenere  un risparmio netto in bolletta  del  60% per gli  utenti  e non una spartizione  degli utili  tra gli  azionisti in  spregio  agli  artt. 41 e 42  della Costituzione. 6)  Determinazione  con una  legge  annuale  del Parlamento  del costo   complessivo  dell'energia.    Queste  le  proposte alle forze politiche, ai candidati, ai cittadini impegnati  nell'attuale  competizione, nonché a tutti i movimenti  e alle forze vive  della città,  del Fronte  del Dissenso e che  il F.d.D Campania offre  come  base  di una discussione  e di una  decisione, secondo  quanto emerso dalla  pubblica  conferenza  a "Casa di Andrea" il  17 aprile scorso  Per  i  sottoscrittori i  punti  dirimenti per  la  partecipazione  al voto  rimangono  quindi  scioglimento  dell'Unione  Europea  ed affermazione  di una  nuova  indipendenza  nazionale . Chi  concorda  è invitato  a   condividere  e ad aderire  al presente testo. 
Salerno  17/04/2026                                                                                        Fronte del Dissenso  Campania
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La  manifestazione  è proseguita   quindi  con un numeroso  corteo che  si  è snodato  da  Piazza Borsa  attraverso  Corso Umberto I  per  poi concludersi ordinatamente  presso  la  chiesa  ortodossa  russa di via Tarì dove  è stata  celebrata  una  funzione  religiosa in memoria  dei  caduti  della  Grande  Guerra  Patriottica. 

 Napoli, 11-05-2025.                                                                                                         http://www.frontedeldissenso.it/
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Il Fronte del Dissenso della Campania esprime profondo dolore per la prematura scomparsa dell' avvocato Nunzio Gagliotti, già membro del Direttivo nazionale, e invia sentite condoglianze ai familiari e agli amici
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Elezioni regionali 2025: le ragioni di un NO

Sulle imminenti elezioni regionali il Fronte del Dissenso Campania esprime e motiva la propria posizione, invitando chi lo vorrà a condividerla pubblicamente. Esaminati i programmi dei candidati e la situazione complessiva della nostra Regione le cui emergenze sono l'ambiente, il lavoro, la situazione economica e la criminalità, dichiariamo che 

1) Non voteremo per Cirielli e il Centro-destra poiché Cirielli è il rappresentante in Campania dell'attuale Governo caratterizzato dalla stretta autoritaria e dalla politica servile e guerrafondaia nei confronti dell'Unione Europea e si è sempre distinto per posizioni autoritarie e antidemocratiche e per il suo profilo microprefettizio e reazionario. 

2) Non voteremo per Fico e la coalizione che lo sostiene perché una classe dirigente deve possedere un minimo di cultura ed autorevolezza intellettuale e perché non si può governare la Regione di Benedetto Croce con una tesi sui neomelodici napoletani. Ciò sarebbe possibile soltanto in una commedia di Eduardo Scarpetta, non nella realtà. Non dimentichiamo il populismo grillino di cui Fico è la conseguenza col suo "uno vale uno", che è stata una delle cause del degrado culturale della classe dirigente italiana e della scissione tra politica e cultura di cui soffre dolorosamente  la Campania e l'intero Paese. 

3) Non voteremo per il PD, nelle sue varie configurazioni post-deluchiane perché, dopo Fratelli d'Italia, è il partito più sistemico che esista per le sue posizioni sull'economia, la società e la politica estera. 

4) Non voteremo neppure per Campania popolare, un accrocchio elettoralistico volto solo a strappare uno strapuntino in Consiglio Regionale. Il piccolo cabotaggio a cui sarebbe destinata la lista, qualora entrasse in consiglio non è utile al sostegno del nuovo campo antimperialista che la fase richiede, anzi sarebbe a nostro avviso una regressione in quanto molte questioni internazionali e locali rimarrebbero insolute. Peraltro non si può elaborare un programma elettorale appiattendolo esclusivamente sulla critica a De Luca. De Luca è l'effetto non la causa della trasformazione del serpentone metamorfico PCI, PDS, DS, PD in senso ultraliberista; 

5) Ma soprattutto non voteremo né per costoro o altre formazioni minori, poiché NESSUNO di loro esprime una critica sistematica alla connessione tra Regione, Unione Europea ed euro.

In tutti questi anni, dando con una mano e togliendo con l'altra, ancor prima della pandemia, della guerra e del folle piano di riarmo di Bruxelles, l'UE ha attuato violente politiche antipopolari, diminuito la spesa pubblica, imposto tagli allo stato sociale.  Ha proceduto alla più estesa privatizzazione di beni e servizi essenziali, allo smantellamento dei servizi pubblici e della previdenza, alla finanziarizzazione dell'economia e dei bilanci statali e regionali. Il trattato di Lisbona, che nessuno dei candidati contesta, è basato su tutti i dogmi neoiberisti ed ha aggravato squilibri e diseguaglianze sociali in Italia e nei Paesi membri. L'euro ha avuto la funzione di proteggere le rendite da capitale e mantenuto l'indice di disoccupazione ai più alti livelli. Il fine di questa strategia, che in Campania ha causato tra l'altro l'effettiva e disastrosa privatizzazione della sanità, si connette ai valori e agli interessi delle classi dominanti occidentali: l'europeismo, l'atlantismo e l'autoritarismo.

Le Regioni sono lo snodo cruciale, coi loro poteri, che l'autonomia differenziata aumenta a discapito degli interessi nazionali, delle politiche europee. Pertanto ne auspichiamo in prospettiva l'abolizione e il superamento.

Né un uomo né un voto!

Salerno 7 novembre 2025

Primi Firmatari:

Nello De Bellis

Fabrizio Campanile

Francesco  Maggio

Gennaro Thiago Nenna

Giandomenico Sconza Gaetano Apicella
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I’m turning 41, but I don’t feel like celebrating.

Our generation is running out of time to save the free Internet built for us by our fathers.

What was once the promise of the free exchange of information is being turned into the ultimate tool of control.

Once-free countries are introducing dystopian measures such as digital IDs (UK), online age checks (Australia), and mass scanning of private messages (EU).

Germany is persecuting anyone who dares to criticize officials on the Internet. The UK is imprisoning thousands for their tweets. France is criminally investigating tech leaders who defend freedom and privacy.

A dark, dystopian world is approaching fast — while we’re asleep. Our generation risks going down in history as the last one that had freedoms — and allowed them to be taken away.

We’ve been fed a lie.

We’ve been made to believe that the greatest fight of our generation is to destroy everything our forefathers left us: tradition, privacy, sovereignty, the free market, and free speech.

By betraying the legacy of our ancestors, we’ve set ourselves on a path toward self-destruction — moral, intellectual, economic, and ultimately biological.

So no, I’m not going to celebrate today. I’m running out of time. We are running out of time.
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Fronte del Dissenso Campania

26 sept 2025, 02:02

Si è spento  a  90  anni  Gianfranco La  Grassa. Già professore  di  economia  presso  la Cà Foscari di Venezia, La Grassa era autore  di  centinaia di testi  e articoli  scientifici. Insieme  a Costanzo Preve aveva dato un contributo decisivo  ad una  "decostruzione costruttiva"    del marxismo  a partire dalla  fine  del Comunismo  storico novecentesco, innovando  e rivedendo   le categorie  classiche di Marx   ed elaborando un'originale  e profonda  prospettiva  anticapitalistica. Senza  mai  abbandonare  il concetto  di struttura aveva  continuato ad analizzare  in modo  penetrante  il modo  di produzione  capitalistico  e  la sua   transizione  interna. 'E stato   importante  riferimento  per chi,  rifuggendo  da  dogmatismo    e relativismo, aveva tenuto il punto  della  critica al sistema   nella fase  attuale. Dopo Preve e Bontempelli ci lascia  un altro autentico maestro di pensiero e di    irriducibile  onestà intellettuale.  .
Nello De Bellis
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🎙 Intervista rilasciata dal Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov alla Società Radio-Televisiva di Stato Russa (Mosca, 19 agosto 2025)

Punti chiave:

• Si è indubbiamente visto che il Presidente degli Stati Uniti e la sua squadra, per prima cosa, vogliono davvero ottenere un risultato che sia duraturo, stabile e affidabile, a differenza degli europei, che, nel frattempo ribadivano ai quattro venti che avrebbero accettato solo un cessate il fuoco, dopo il quale avrebbero continuato a fornire armi all'Ucraina.

• Sia il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sia la sua squadra hanno compreso chiaramente che questo conflitto ha delle cause e che le affermazioni di alcuni presidenti e primi ministri europei secondo cui la Russia avrebbe attaccato l'Ucraina senza provocazione sono solo filastrocche.

• Alcuni di loro [presidenti e primi ministri europei], come il cancelliere tedesco Friedrich Merz, continuano a dichiarare che è necessario "fare pressione" sulla Russia con le sanzioni. Nessuno di questi "signori" ha nemmeno menzionato la parola "diritti umani" […] Se lei guarda in retrospettiva a ciò che hanno detto sull'Ucraina in tutti questi anni, non troverà mai l'espressione "diritti umani".

• In Ucraina, dal punto di vista della lingua e della religione, la Carta delle Nazioni Unite viene violata in modo plateale. Non dimentichiamo che Zelensky ha detto a Washington di essere disposto a negoziare, ma che nessun territorio può essere messo in discussione perché glielo impedisce la Costituzione.

• Quando a Washington i delegati [presidenti e premier europei] hanno affermato che è necessario partire dalla formulazione di garanzie di sicurezza per l'Ucraina, e poi per l'Europa, nessuno ha menzionato una sola volta la sicurezza della Russia.

• Se non si rispettano gli interessi di sicurezza della Russia, se non si rispettano a pieno titolo i diritti dei russi e dei russofoni che vivono in Ucraina, non si può parlare di alcun accordo a lungo termine: proprio queste, infatti, sono le cause del conflitto che vanno tempestivamente eliminate nel contesto di una risoluzione.

• Il vertice in Alaska ci ha permesso di vedere che l'amministrazione americana è sinceramente interessata a evitare che un qualsiasi accordo miri a preparare di nuovo l'Ucraina alla guerra - com'è avvenuto dopo gli accordi di Minsk - e a far sì, invece, che la crisi non si ripeta e che vengano garantiti i legittimi diritti di tutti gli Stati che si trovano in questa parte del mondo e di tutti i popoli che li abitano.

• Non abbiamo discusso delle sanzioni. Non solo molti nostri esperti, ma anche politici e personalità pubbliche hanno affermato più volte che l'abolizione delle sanzioni potrebbe avere un effetto negativo. Questo perché potrebbe nuovamente alimentare in alcuni settori della nostra economia l'illusione che ogni problema si risolverà tornando agli schemi elaborati e applicati negli anni Novanta e all'inizio degli anni 2000.

• Non rinunciamo ad alcun formato di dialogo, né bilaterale, né trilaterale. Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin lo ha detto più volte. Fondamentale è che qualsiasi formato (sia "1+1" o "1+2", oppure i non pochi formati multilaterali esistenti, compreso l'ambito delle Nazioni Unite), non venga attivato solo per consentire a qualcuno di scrivere qualcosa sui giornali il giorno dopo, di apparire in televisione la sera o di spettegolare sui social nel tentativo di intaccare ed eliminare "i vapori propagandistici", ma per preparare un incontro passo dopo passo, gradualmente, partendo dal livello degli esperti per passare poi attraverso tutte le fasi indispensabili. Un approccio serio di questo genere lo appoggeremo sempre. Qualsiasi contatto che coinvolga personalità di primo piano va preparato con la massima meticolosità.
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📰 Интервью Посла России в Италии А.В.Парамонова МИЦ «Известия» (4 августа 2025 г.)

• За три года в итальянском истеблишменте не произошли существенные перемены, и в основном мы видим все те же лица. Вот только есть небольшой нюанс: в итальянскую элиту на смену эпидемии COVID проникли два новых вируса: руссофобия и укрофилия, которые за счет синергии приобретают особо агрессивные формы и приводят к весьма удручающим последствиям как в плане внутриполитических процессов так и в позиционировании на международной арене.

• В Италии уже давно забыли, слова которые однажды произнес в парламенте этой страны в 50-е годы известный политик, который участвовал в движении сопротивления Италии, президент-партизан Сандро Пертини. Он, в то время, когда решался вопрос о вступлении Италии в НАТО, был категорически против и сказал «НАТО - это инструмент войны». Это очень мудрая фраза, которая была сказана тогда, но которая осталась в силе и является актуальной все эти годы, на протяжении которых НАТО существует как организация. Сейчас, к сожалению, таких политиков в Италии нет.

•Многие задаются вопросом: «Ради чего мы должны от чего-то отказываться, чтобы купить больше танков, ракетных систем, минометов, построить больше крейсеров, подводных лодок?». Власти же не перестают повторять, что это надо делать, чтобы быть готовым к отражению вторжения России. Это чистая ложь. […] Этот фейк служит для обоснования необходимости раскошелиться и приступить к полномасштабной подготовке к войне.

• При всей такой якобы умеренности итальянской позиции на фоне некоторых других стран, например, входящих в т.н. «коалицию желающих», на самом деле, этому не стоит сильно доверять, поскольку очень часто на протяжении многих лет страны коллективного Запада, в том числе Италия, пытались преподносить свою позицию и действия в лучшем и более дружественном свете, чем это было на самое деле. Доверять сейчас нашим итальянским официальным собеседникам ни в коем случае нельзя.

• С 2022 г. руководство Италии активно давило на свой же бизнес, предлагая уходить с российского рынка, сворачивать связи с Россией и искать другие направления для своей экономической деятельности, указывая в качестве основного приоритета рынок США.
И сейчас многие компании, которые поверили властям, оказались в новой «ловушке», поскольку американский рынок, куда они переориентировались, в связи с трамповскими пошлинами становится для них недоступным.

•Мы готовы к тому, что наш товарооборот с Италией, в итоге, может свестись к достаточно иллюзорным цифрам в силу политики нынешнего руководства Италии. Так что продукции с брендом «Made in Italy» скорее всего будет уготована незавидная судьба в России.
Сейчас Италия среди торгово-экономических партнеров России находится между 30 и 31 местами. Вот и поделом.

• Отмена концерта маэстро В.А.Гергиева – это, безусловно, знаковое проявление русофобии и применения на практике концепции отмены культуры.[…] Что же произошло? Они испугались великого русского дирижера, который в сложный для России момент, на фоне беспрецедентного давления Запада на Россию принял решение остаться со своей Родиной и со своим народом. Или им оказался не по нутру образ великой страны и ее культуры, которые олицетворяет выдающийся российский дирижер? Или же они правда не смогли противостоять горстке собственных русофобски настроенных политиков второго уровня и подстрекавших их бандеровских иммигрантов из украинской диаспоры?

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