Sfuggire alle polarizzazioni, non farsi dettare l'agenda dal potere
Già ora e nei prossimi mesi emergeranno molte questioni utili per dividere, per creare polarizzazioni, per fare sembrare che c'è destra contro sinistra.
Tutto sarà utile per dividere coloro che potrebbero oggi unirsi nell'unico tema essenziale e vitale: la guerra, che è fatta di guerre parziali (Iran, Palestina, Ucraina, possibile Cina).
Il dibattito si polarizza attorno a fatti di cronaca, alle solite cose astratte, a temi di un secolo fa.
Ha almeno un doppio effetto.
1) permette da oscurare ciò che si vuole oscurare. Così si fanno post su post su un fatto di cronaca, e nessuno parla più del genocidio in Palestina, dei crimini sionisti, scarsa attenzione all'Iran. Un fatto di cronaca assurge a tema politico fondamentale.
Oscura tutto il resto. E noi contribuiamo a occultare, ci rendiamo complici.
2) divide persone che potrebbero ritrovarsi insieme contro la guerra, li schiaccia su partiti che diventano alternativi grazie al fatto di cronaca, anche se su tutto il resto, sulle cose fondamentali, sono espressioni degli stessi poteri e, vorrei dire, delle stesse banche.
Nei prossimi mesi ogni occasione è buona, tutto sarà utile per polarizzare.
Palantir, la raccolta dati e i nuovi sistemi di monitoraggio dell'opinione pubblica permettono di individuare quali argomenti possono dividere e impedire che nasca unità su ciò che fa davvero fastidio. Perché, credetemi, le vostre zuffe su un gioielliere non danno alcun fastidio al manovratore, anzi. E se credete che state combattendo il potere siete davvero fuori strada.
Purtroppo abbiamo una teoria critica ferma ad un secolo fa, e non evolverà. C'è una stasi del pensiero, una coazione a ripetere le solite formule. Ma non è tempo di fare polemiche culturali.
Solo un invito: chiediamoci che cosa dà veramente fastidio al potere, che cosa rischia di fare fallire i suoi piani. Chiediamoci che cosa è essenziale oggi, quali sono i pericoli essenziali.
Io credo solo uno: la guerra in cui siamo già entrati ma che può peggiorare ogni giorno.
Nel riarmo ci sono interessi favolosi, flussi denaro come fiumi, che da spesa sociale e sanità e istruzione vanno al complesso militare-industriale.
Poi è successo un fatto di cronaca, un cazzo di fatto di cronaca, di cui la destra per il riarmo e la sinistra per il riarmo si sono subito appropriati per differenziarsi, per illudere che sono alternativi.
Ho cercato di non essere polemico, perché viviamo tempi bui e non bisogna seminare divisione e zizzania, né guardare indietro, ma guardare avanti per evitare il peggio.
(Prof.
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